La Madonna dei Miracoli

Il cuore del Santuario è costituito dall’Effigie della Madonna dei Miracoli.
Di autore ignoto, rappresenta la Vergine che, seduta in trono, con la mano destra regge sulle ginocchia il bimbo in piedi, benedicente, e, nella mano sinistra, tiene una rosa campestre.
Il trono è addossato ad un muro.
Il volto della Madonna dall’ovale delicato e dallo sguardo dolce e pensoso, il bel viso del Bambino, la finezza del disegno, insieme alla linea morbida e lieve delle mani e alle pieghe del mantello della Vergine, indicano che l’opera è di pregio, di “abile pennello”, come fu scritto.
Restauri e ritocchi, nel corso dei secoli avevano falsato l’immagine iniziale che fu restaurata nel 1954 quando l’affresco venne tolto dal muro e posto su tela.
Nel corso del restauro vennero alla luce le scritte, ormai incomplete perché più volte rimaneggiate, poste sulla bassa predella: “1507”. “D. 15.1” e ai lati della Vergine e, ai piedi, HOC OP. F. F. GEO…DE REC….” Cioè: “1507” Giorno 15.1 “Quest’opera fece fare Geo… De Rec.” , probabilmente uno degli antichi possidenti del luogo, componente della Famiglia Recalcati.

Affreschi

La volta del presbiterio e il catino dell’abside sono stati decorati da Bartolomeo Roverio ( 1577-1630) nel 1618
Nella volta è rappresentata la Vergine Assunta in Cielo con Angeli.
L’autore si manifestò con la scritta: Bartolomeo Roverio detto il Novesino- Fecit- 1618. La Vergine Assunta è rappresentata in visione prospettica, circondata da un volo di angeli.
L’abside è semicircolare. Il catino dell’abside è diviso da fasce dorate in sei spicchi e presenta Angeli Musicanti, Cherubini e Profeti.
Gli Angeli musicanti, volti verso l’immagine della Vergine, sono sovrastati, nella parte più ristretta degli spicchi, da cherubini che si librano in cielo.
Le basi di cinque spicchi terminano in lunette ove appaiono i Profeti che reggono lastre di pietra con iscrizioni bibliche.
Nel sesto spicchio, posto sopra l’altare, due Angeli reggono una fascia con la scritta: ASSUMPTA EST MARIA IN COETUM – GAUDENT ANGELI dove l’errore dell’artista, che dipinse COETUM invece di COELUM, si perpetua nei secoli.

Un’iscrizione posta sotto il cornicione dell’abside ricorda un restauro realizzato nel 1785.

Vergine Assunta in Cielo con Angeli
di Bartolomeo Roverio

Catino dell’abside Angeli Musicanti, Cherubini e Profeti
di Bartolomeo Roverio

Quadri

Rappresentano i cinque Misteri Gaudiosi e sono stati eseguiti nel XVII secolo. Sono adeguati per ampiezza agli spazi di collocazione.
Nel presbiterio due quadri, di grandi dimensioni, sono posti ai lati dell’altare centrale della Chiesa:
La Natività;
La Presentazione di Gesù al Tempio.

La Natività

La Presentazione di Gesù al Tempio

Altri tre quadri, verticali, si trovano tra i finestroni dell’abside, nel coro:
La Visita di Maria a Santa Elisabetta;
La Disputa di Gesù con i Dottori del Tempio;
L’Annunciazione.
Questa tela presenta uno stemma con l’aquila e indica la data e il committente: “1662 P. D. Ferdinand. “Arguis. Deputato della D. M. S. delle GRATIE” e (rappresentato in ginocchio) l’autore: “Ioseph Ghisonys P. F. Pingiebat”.
Riporta il motto: “Ignis ardens et non comburens”: “Fuoco che arde e bruciando non consuma” che si riferisce al Mistero del concepimento verginale di Gesù, per opera dello Spirito Santo.

La Visita di Maria a Santa Elisabetta

La Disputa di Gesù con i Dottori del Tempio

L’Annunciazione